
FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE 2025 – LA VITA SOTT’ACQUA – 20 maggio VITA SULLA TERRA – 21 maggio

LA VITA SOTT’ACQUA e VITA SULLA TERRA
FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE – AsviS
Per il Festival dello sviluppo sostenibile l’Associazione culturale Le Voci dei Libri Aps di Pesaro propone due letture.
La prima, dedicata a LA VITA SOTT’ACQUA, è la STORIA DI UNA BALENA BIANCA RACCONTATA DA LEI STESSA, tratta dall’omonimo racconto di Luis Sepúlveda.

Una storia di amore per la natura, raccontata dalla voce della Balena Bianca
Una favola adatta ai lettori di tutte le età. Da una conchiglia che un bambino raccoglie su una spiaggia cilena, a sud, “molto a sud del mondo”, una voce si leva, carica di memorie e di saggezza. È la voce della Balena Bianca, l’animale mitico che per decenni ha presidiato le acque che separano la costa da un’isola sacra per la gente nativa di quel luogo, la Gente del Mare. Il capodoglio color della luna, la creatura più grande di tutto l’oceano, ha conosciuto l’immensa solitudine e l’immensa profondità degli abissi, e ha dedicato la sua vita a svolgere con fedeltà il compito che gli è stato affidato da un capodoglio più anziano: un compito misterioso e cruciale, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la Gente del Mare. Per onorarlo, la grande balena bianca ha dovuto proteggere quel tratto di mare da altri uomini, i forestieri che con le loro navi vengono a portare via ogni cosa anche senza averne bisogno, senza riconoscenza e senza rispetto. Sono stati loro, i balenieri, a raccontare finora la storia della temutissima balena bianca, ma è venuto il momento che sia lei a prendere la parola e a far giungere fino a noi la sua voce antica come l’idioma del mare.
Un libro d’amore per la natura che ci ricorda quanto spesso dannosa sia l’opera dell’uomo. Attraverso le parole della balena, Sepúlveda denuncia il potere degli uomini sulla vita dell’ambiente e come lo sfruttamento intensivo delle risorse abbia distrutto e imbruttito non solo l’ambiente, ma anche l’animo umano.
Il 16 aprile 2020 il Covid ci ha privato anche del grande scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista cileno Luis Sepúlveda.
Rivoluzionario bolivariano, ambientalista e combattente per la conservazione della storia e della memoria, la sua militanza non conosceva frontiere. Rivendicava con orgoglio le sue origini “mapuche” e, nei suoi scritti, ha sempre raccolto prove e testimonianze storiche dalla gente del popolo. La sua celebrità è di certo legata anche alla favola moderna de La gabbianella ed il gatto che le insegnò a volare, un cosiddetto “libro di formazione” che attraverso la leggerezza del racconto fantastico per bambini, parla dell’importanza dell’amicizia, della difficoltà di crescere, del rispetto per il diverso e per l’ambiente. Temi presenti in tutta la sua produzione letteraria. Sepúlveda si è sempre impegnato per la salvaguardia del pianeta. Storico è stato il suo attivismo per Greenpeace, con cui ha organizzato e preso parte a spedizioni per contrastare le baleniere internazionali nell’Oceano Pacifico.
La seconda lettura dedicata alla VITA SULLA TERRA, intitolata “TROPPI MEZZI PER SCARSI E RACHITICI FINI” è un doveroso omaggio al grande Papa Francesco e alla sua fondamentale lettera enciclica LAUDATO SI’, SULLA CURA DELLA CASA COMUNE.

Pubblicata nel 2015, l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco rappresenta un punto di svolta epocale nel dialogo tra fede, etica e ambiente.
Per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica, un papa dedica un’intera enciclica alla cura della casa comune, affrontando in modo diretto, sistematico e appassionato la crisi ecologica globale.
Laudato si’ si inserisce nel cuore del dibattito contemporaneo sul cambiamento climatico, la perdita della biodiversità, l’inquinamento e il degrado sociale ed economico che spesso ne consegue. Ma lo fa con una profondità che va oltre i numeri e i dati scientifici: Papa Francesco invita l’umanità intera a riconoscere la relazione vitale e interdipendente tra l’essere umano e l’ambiente naturale, sottolineando che tutto è connesso (tutto è relazione).
Non si tratta solo di ecologia nel senso stretto, ma di una “ecologia integrale”, che comprende l’ambiente, l’etica, la cultura, l’economia e la giustizia sociale.
Secondo Francesco, la crisi ecologica è anche una crisi spirituale e culturale: nasce da uno sguardo distorto sul mondo, da una visione antropocentrica ed estrattiva che ha portato allo sfruttamento senza limiti della natura e delle persone più vulnerabili.
L’enciclica denuncia con forza il consumismo, la logica del profitto a tutti i costi, e l’indifferenza globale verso i danni arrecati al pianeta.
Al tempo stesso, però, propone un cammino alternativo fondato su sobrietà, rispetto, responsabilità e solidarietà tra generazioni.
L’enciclica non si rivolge solo ai credenti, ma a “ogni persona che abita questo pianeta”.
È un appello universale, interreligioso, interculturale, che rompe i confini tradizionali dei documenti ecclesiastici per dialogare con scienziati, attivisti, politici, educatori e cittadini.
Papa Francesco integra in modo inedito i dati scientifici sull’ambiente con una riflessione teologica e filosofica. Il documento riconosce l’autorità del metodo scientifico e lo accosta a un linguaggio spirituale capace di toccare la coscienza e risvegliare la compassione.
Condanna con parole molto forti le ingiustizie del sistema economico attuale, definendolo spesso predatorio e insostenibile. Invita a ripensare radicalmente lo sviluppo, non solo in termini di crescita, ma di equità, benessere comune e armonia con la natura.
L’enciclica dà voce ai saperi ancestrali e tradizionali, ai popoli che vivono in simbiosi con la terra, spesso ignorati o schiacciati dalla globalizzazione. È un riconoscimento importante, anche in chiave geopolitica e culturale.
Ma Laudato si’ non è solo un grido d’allarme: è anche un invito alla speranza e all’azione. Propone una vera e propria conversione ecologica, che parte da piccoli gesti quotidiani fino a ispirare nuove politiche pubbliche e nuove forme di economia.
In un’epoca segnata da emergenze ambientali sempre più gravi e da una crescente sfiducia nelle istituzioni, Laudato si’ rappresenta un messaggio profetico di enorme portata.
È un richiamo etico e spirituale, ma anche un manifesto politico e culturale per una nuova visione del mondo, più giusta, più umana, più sostenibile.
Non è un semplice testo religioso, ma un documento fondativo per l’ecologia del XXI secolo, studiato in università, discusso nei consessi internazionali, abbracciato da ambientalisti, economisti e giovani attivisti in tutto il mondo.
